Come migliorare l’isolamento acustico con nuovi serramenti

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Come migliorare l’isolamento acustico con nuovi serramenti

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Il traffico che scorre sotto casa, il passaggio di un treno, i mezzi pesanti diretti verso le aree produttive, le macchine agricole nei periodi di lavoro nei campi. Il rumore esterno può incidere molto sulla qualità della vita in casa. Disturba il sonno e la concentrazione e rende meno piacevoli i momenti di riposo.

Nella maggior parte delle abitazioni il punto debole dal punto di vista acustico sono le finestre. Per questo scegliere serramenti con un buon isolamento acustico è uno degli interventi più efficaci per rendere la casa più silenziosa. Non basta però comprare “finestre antirumore”: le prestazioni dipendono dal vetro, dal telaio, dalle guarnizioni, dai cassonetti e da come il serramento viene installato. In questa guida vediamo come funziona l’isolamento acustico e come scegliere la soluzione più adatta alla propria casa.

Da dove entra il rumore in casa

Il rumore che arriva dall’esterno è un’onda sonora che si propaga nell’aria e mette in vibrazione le superfici che incontra. Una parte viene riflessa, una parte viene assorbita e una parte attraversa l’involucro dell’edificio ed entra negli ambienti. Quanto rumore passa dipende dalla massa, dalla composizione e dalla continuità di ciascun elemento.Le murature tradizionali, grazie al loro peso, offrono di solito un buon isolamento. Il rumore cerca quindi i punti più leggeri o meno sigillati. Il primo sono le finestre e le portefinestre: il vetro è molto più sottile di un muro e i serramenti più datati hanno spesso vetri singoli o vetrocamere di vecchia generazione, con prestazioni acustiche modeste. Il secondo sono le fessure: spifferi tra anta e telaio, guarnizioni indurite e giunti non sigillati tra telaio e muratura lasciano passare l’aria e con essa il suono. Anche un’apertura minima riduce in modo sensibile l’isolamento complessivo.

Quanto conta il vetro nell’isolamento acustico

Il vetro occupa la maggior parte della superficie di una finestra ed è quindi l’elemento che incide di più sulle sue prestazioni acustiche. Il potere fonoisolante di un vetro o di un serramento si esprime con l’indice Rw, misurato in decibel: più è alto, più il componente riduce il rumore che lo attraversa. Nelle schede tecniche si trovano spesso anche i termini correttivi C e Ctr. Il secondo è particolarmente utile per valutare il comportamento rispetto al rumore del traffico, ricco di basse frequenze.Per capire l’ordine di grandezza bisogna ricordare che i decibel seguono una scala logaritmica. Pochi dB in più corrispondono a una differenza percepibile: in genere un miglioramento di circa 10 dB viene percepito come un dimezzamento del rumore. Per questo passare da un vecchio vetro singolo a una vetrata acustica moderna può cambiare in modo radicale la vivibilità di una stanza.Il vetro isola dal rumore grazie a tre fattori principali. La massa: una lastra più spessa è più difficile da mettere in vibrazione. La differenza di spessore tra le lastre: lastre uguali tendono a vibrare alla stessa frequenza e a “lasciar passare” il suono in determinate bande. Lo smorzamento interno, ottenuto con speciali intercalari plastici che assorbono parte delle vibrazioni.Anche il numero di lastre conta, ma meno di quanto si pensi. Come spiega l’approfondimento su doppio o triplo vetro, un triplo vetro non isola automaticamente meglio dal rumore. Un doppio vetro acustico ben progettato può offrire prestazioni pari o superiori a quelle di un triplo vetro standard. Le scelte che fanno davvero la differenza sono composizione e spessori delle lastre.

Le prestazioni acustiche di un serramento vengono misurate in laboratorio, su un campione installato in condizioni ideali. In casa, il risultato reale dipende in gran parte dalla qualità della posa. Il motivo è semplice: il suono passa dove passa l’aria. Anche una fessura minima tra telaio e muratura, una sigillatura incompleta o un giunto riempito male creano un “ponte acustico” che riduce sensibilmente l’isolamento dell’intero serramento. Una finestra con ottime prestazioni sulla carta, posata male, può isolare meno di un prodotto più semplice installato correttamente.Una posa attenta all’acustica parte dal vano. Il serramento deve essere fissato saldamente alla muratura o al controtelaio, in squadra e a piombo, così che le ante si chiudano in modo uniforme. Il giunto tra telaio e muro va riempito completamente con materiali isolanti adatti e sigillato sia verso l’interno sia verso l’esterno, senza vuoti né interruzioni. Anche davanzale, spallette e raccordo con il cassonetto vanno curati, perché sono i punti in cui più facilmente restano fessure nascoste. Alla fine l’anta va regolata in modo che prema in modo corretto sulle guarnizioni lungo tutto il perimetro.Per questi lavori in Italia esiste una norma tecnica di riferimento, la UNI 11673, che definisce i requisiti della posa in opera dei serramenti. G.M. Service segue l’intervento dal sopralluogo con rilievo delle misure, gratuito, fino all’installazione, eseguita da posatori qualificati e certificati, come descritto nella pagina dei servizi. Anche dopo la posa, una corretta manutenzione, con regolazioni e controllo delle guarnizioni, aiuta a mantenere nel tempo le prestazioni acustiche del serramento.

Come scegliere i serramenti in base alla zona in cui si vive

Non tutte le case hanno bisogno dello stesso livello di isolamento acustico. La soluzione giusta dipende dal contesto in cui si trova l’abitazione, dal tipo di rumore e dall’uso delle stanze. Un buon punto di partenza è osservare da dove arriva il disturbo, in quali ore e in quali ambienti si sente di più.A Marene, ad esempio, chi vive nelle vicinanze dell’autostrada o lungo le strade più trafficate deve fare i conti con un rumore continuo e ricco di basse frequenze. In questi casi conviene orientarsi su vetrocamere asimmetriche con vetri stratificati acustici e controllare il valore Rw + Ctr, più rappresentativo del rumore stradale.

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